domenica 4 marzo 2012

un altro come un albero


Oltre a quell’albero, ce n’era un altro. Ma poiché si era detto che quell’albero, il primo, era un albero come un altro, non fu mai più possibile distinguerli.
Ovviamente se li conoscevi bene, ci parlavi e magari ci facevi insieme qualche serata, imparavi a distinguere dei dettagli piccolissimi, come il taglio delle foglie o l’espressione della corteccia.
A quel punto sorgeva il problema: a quale dei due volere più bene?
All’uno o all’altro?
All’altro o all’albero?
Al papà o alla mamma?
Alla gallina Cesarina o a suo nonno Vitellone di Mangiacaspoggio Calabro?
E la soluzione è: per sicurezza, facciamo a tutti un regalo, un regalo prezioso, e non pensiamoci più.
Io, per esempio, ho regalato ai due alberi delle palline di Natale, anche se non sono abeti, perché il Natale è per tutti, mica solo per gli abeti. Al papà e alla mamma una cravatta, un centrino per il tavolo e tutto l’amore che ho trovato. Alla Gallina Cesarina una confezione di brodo vegetale e a suo nonno un rasoio per l’estate, quando fa caldo e il troppo pelo potrebbe dargli un po’ di affanno. Il rasoio l’ho trovato in cantina e di lamette non ce n’erano più, ma tanto ve lo vedete voi un vitellone di Mangiacaspoggio Calabro in agosto che si rade la schiena?

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