lunedì 5 marzo 2012

non c'è due senza treno


Non c’è due senza treno. Ma ora che c’è il treno, e che c’è il due, mi chiedo dove sia l’uno su cui appoggiare sia il due che il treno. Perché fosse per il due, dico io, ce la si potrebbe anche fare, ma un due con un treno sulla capoccia, prova tu a sostenerlo. La situazione si aggrava perché il treno è in orario, e non sappiamo dire se un treno in orario pesi di più o di meno di uno in ritardo. Secondo alcuni di più, perché è proprio il peso a conferire quella serietà che impedisce il ritardo, ma secondo altri non pesa niente, perché pesa meno dei ritardi  che non sono poi così pesanti  e se li mangia in un sol boccone.
Nella corsa tra il treno e il ritardo, entrambi con una buffa pettorina, vinse la tartaruga, quella che andava piano, sano e lontano mentre la lepre dormiva sotto l’albero. Non si sarà svegliata per il fischio del treno? E quel treno, sarà stato in orario o in ritardo? E in entrambi i casi, sarà poggiato su un 2 o su un 17?
L’unico modo per scoprirlo, è interrogare il lettore. Lettore?
Lettore?
Che fai lì? Parla, diccelo tu! Tu lo sai, e se non sai di saperlo, conta fino a tre con le dita e dimmi se non ti trovi tra le mani almeno un vagone. 

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