domenica 3 marzo 2013

La fialastrocca


Siccome ogni volta che scrivo "filastrocca" mi esce "fialastrocca", mi sono rassegnato e l’ho bevuta tutta d’un fiato.
Sulle prime mi sono cresciute altre quattro braccia: due hanno iniziato a fare esercizi di giocoleria mentre le altre due applaudivano, quindi si sono date un cinque, ma che dato un cinque gli pareva poco, si sono date un otto e anche un nove. Non avevo mai visto tante dita nelle mie 6 mani come in quel momento.
Poi le mani, le braccia e le unghie (immaginate quante fossero) si sono messe a dormire, ma l’effetto della fialastrocca è continuato: appoggiandomi sullo schienale della sedia sono diventato un palloncino, e sono volato via. Mentre volavo via, sono diventato una nuvola, ma non una nuvola qualunque: una nuvola a forma di palloncino, avreste dovuto vedere che tonda. Una nuvola chiara, senza ombra di pioggia, che guarda la terra bonaria e si sposta sempre un pochino per far passare i raggi del sole. Ma che brava!
E nonostante da nuvola si stesse veramente bene, vi racconto l’ultimo incredibile effetto della fialastrocca: di colpo, sono diventato nientemeno che me stesso, ma mica quello di prima: un me stesso nuovo e bello, che aveva imparato a sorridere, che aveva due braccia forti e nessuna paura di fare fatica: tutto quello che serve per cambiare, anche se un pochino per volta, il mondo intero. 

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